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Edward Bach (1886-1936)
LA FLORITERAPIA DI BACH
La Floriterapia ideata dal Dr. Bach nel 1936 è un sistema terapeutico, riconosciuto dall’OMS dal 1976, rivolto al trattamento degli squilibri emozionali, che sono interpretati come disarmonia psico-spirituale. Essa rappresenta un esempio di medicina olistica nel senso più elevato del termine, che considera la salute e la malattia il risultato dell’armonia o della disarmonia fra le parti che costituiscono l’essere umano, cioè il Corpo, la Psiche e lo Spirito. La Floriterapia è la cura, tramite 38 essenze di fiori, dei problemi psicologici, degli stati d'animo negativi e di quelle emozioni che provocano squilibrio e disarmonia. Indirettamente la Floriterapia cura molti sintomi e malattie del corpo, quando questi sono causati da un disagio dello spirito (e cioè nella maggior parte dei casi).
PROFILO DEL DR. BACH
Medico inglese, nato il 24 Settembre 1886 a Moseley, un piccolo paese immerso nelle verde campagna del Galles, a 5 Km da Birmingham, in Inghilterra, da genitori gallesi, primo di tre figli.
Membro del Reale Collegio dei Chirurghi;
Membro del Reale Collegio dei Medici di Londra;
Patologo
Batteriologo
Immunologo
Omeopata
Vissuto tra la fine del XIX e l’inizio del XX, in un’epoca dominata dal positivismo scientifico e dal materialismo storico di Marx. Il suo pensiero e il suo metodo contrastarono fortemente con l’atmosfera del tempo: egli è, infatti, convinto che dietro ogni disturbo fisiologico esistono delle turbe emotive, ovvero delle patologie caratteriali, è che il dolore derivi innanzi tutto dalla poca conoscenza di se stessi. Si tratta di idee rivoluzionarie, che trovano una lontana eco in un altro grande contemporaneo di Bach: il padre della moderna psicanalisi Sigmund Freud.
Era il malato che doveva essere curato, non la malattia: a questa conclusione Bach arrivò molto in fretta e decise che doveva trovare una medicina globale, che tenesse conto non solo dei problemi fisici del paziente, ma anche di tutto il suo mondo interiore. Nel corso della sua vita questo medico scoprì 38 rimedi floreali.
Sedicenne andò a lavorare nelle fonderie di ottone del padre, dove, osservando per tre anni gli operai e le loro misere condizioni di vita, prese coscienza dei disagi umani. Questa esperienza accrebbe in lui il desiderio di dedicarsi alla medicina, portandolo a iscriversi a questa facoltà (Birmingham University) nel 1906 e a laurearsi nel 1912. Successivamente fece il tirocinio all’Ospedale dell’University College di Londra dove si abilitò come responsabile del pronto soccorso. In seguito assistente di batteriologia e immunologia.
Dopo un lungo periodo di lavoro faticoso e intenso, Edward fu colpito da un’emorragia; operato d’urgenza, in seguito nel 1917 gli fu diagnosticato un tumore maligno alla milza molto avanzato con metastasi, con una prognosi di tre mesi di vita.
Bach decise che tre mesi di vita dovessero bastare per assolvere quello che era il suo proposito di vita. Scrisse: “Cerchiamo di scoprire e fare il lavoro che veramente si addice a noi. Il nostro vero lavoro, quando lo troviamo, ci appartiene, ci si addice, è senza fatica, è facile, è una gioia, non ce ne stanchiamo mai, è il nostro passatempo”.
Superata la malattia, nel 1919 Bach iniziò a lavorare nel London Homeopathic Hospital; lo studio delle opere di Samuel Hahnemann, padre dell’omeopatia, lasciò a Bach un segno profondo. Le nuove conoscenze stimolarono le ricerche di Edward, che lavorò con 400 pazienti studiando e isolando, nell’intestino dei malati cronici, sette tipi di batteri coi quali preparò altrettanti vaccini da somministrare per via orale, ottenendo risultati di guarigione eccellenti.
Tuttavia Bach non era soddisfatto: ciò che attirava la sua attenzione erano le erbe e le piante; così, colto da un impulso irresistibile, si recò nel Galles dove, ai piedi di alcune montagne, trovò alcune piante di Impatiens e Mimulus. Quando tornò a Londra, preparò dei vaccini con questi due fiori, li somministrò ad alcuni pazienti secondo la loro tipologia caratteriale e ottenne dei risultati diretti. Edward decise allora di trasferirsi definitivamente nel Galles. All’inizio dovette procedere per tentativi, guidato dalla convinzione che le erbe velenose non potevano essere curative, poiché un rimedio corretto non deve causare reazioni troppo forti, bensì deve essere delicato, in modo che mente e corpo possano ottenere veri risultati. Le sue ricerche si indirizzarono verso un metodo la cui preparazione fosse semplice, naturale e pratica.
Nel 1928 Bach provò a somministrare Mimulus, un fiore che appare fragile, a pazienti che soffrivano di timidezza e piccole paure. E Impatiens, il fiore scattante, nervoso ed impulsivo che proiettava i suoi semi anche ad alcuni metri di distanza, ad ammalati nervosi e sbrigativi. I risultati furono immediati e così soddisfacenti da indurlo a stabilirsi definitivamente nel Galles, per fare lunghe passeggiate nei prati e nei boschi, alla ricerca dei fiori che potessero essergli utili. La strada era tracciata.
Metodicamente, sedeva per ore vicino ad una pianta, osservandone il comportamento durante la giornata (ci sono, per esempio, fiori che si chiudono al tramonto, altri a mezzogiorno, quando la luce e il calore sono troppo forti) e annotandone le caratteristiche.
Durante il tirocinio negli ospedali, Bach dedicò molto tempo agli studi teorici, ma, a lungo andare, questi gli sembrarono superficiali e inconcludenti; cominciò così ad osservare direttamente i pazienti, studiando la reazione individuale di ciascun malato alla stessa cura. In questo modo egli capì che sia le reazioni sia i risultati variavano da individuo ad individuo e così trasse la conclusione che per curare una malattia non bisogna dimenticare che il carattere del paziente è fondamentale, più del suo corpo.
Bach capì che la mente, attraverso il sistema nervoso, controlla tutti gli organi e i tessuti del corpo; se un disturbo mentale, come ad esempio la paura, la gelosia o la disperazione, prende il sopravvento, si ha un effetto catastrofico che causa la perdita del controllo delle funzioni vitali. Egli scoprì che tutta l’energia della pianta è concentrata nei suoi fiori, e preparò due semplici metodi per ricavare delle essenze concentrate. La lunga ricerca di Bach fu coronata dal successo: nel 1935 egli riuscì ad identificare 38 “guaritori” capaci di curare altrettante alterazioni degli stati d’animo; solo uno non è un fiore, ma acqua di roccia. I 38 rimedi sono aggruppati in sette insiemi, che corrispondono agli stati d’animo negativi prevalenti:
paura -
incertezza -
insufficienza di interrese per il presente -
solitudine -
ipersensibilità -
disperazione -
cura eccessiva per il benessere altrui -
Mischiando poi cinque essenze, Star of Bethlehm, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Clematis, il dottor Bach creò un composto per gli stati di emergenza fisica e psichica cui diede il nome di “Rescue Remedy”. Bach affermò in più occasioni che il suo metodo di cura non è riservato ai medici, ma al contrario è destinato a chiunque voglia curare se stesso; infatti, per trarre vantaggio dai 38 fiori non è necessaria alcuna conoscenza prettamente scientifica.
Si spense nel sonno per un attacco di cuore il 27 novembre 1936, nella sua casa di Mount Vernon, nel Sussex, ora sede del Bach Centre, dopo aver dichiarato: “Il mio compito è assolto, la mia missione nel mondo è compiuta”e fortunatamente era riuscito a portare a termine la sua missione: aiutare tutte le persone malate e sofferenti. Non morì dopo tre mesi ma dopo 19 anni, quando, cioè, aveva scoperto come riequilibrare gli stati d’animo negativi che facevano ammalare. Fu come se gli studi incessanti gli avessero fornito la scintilla che lo mantenne in vita e, completato il lavoro, anche la sua esistenza fosse giunta al naturale compimento. Secondo la medicina ufficiale sarebbe dovuto essere già morto nel 1917.
In quegli ultimi anni di vita si diede da fare anche per divulgare quanto aveva scoperto. Cercò di insegnare anche ai suoi colleghi, cosa questa che gli procurò non pochi problemi con i rappresentanti più conservatori della classe medica. Fu forse per questo che chiese di essere depennato dall’Ordine dei Medici, dichiarando di voler essere considerato solo un erborista. Nel 1936, la sera del suo cinquantesimo compleanno tiene la prima conferenza a Wallinford.
I suoi seguaci, Nora Weeks e Victor Bullen, da lui assunti come collaboratori, continuarono il suo lavoro fino al 1978 e nominarono a loro volta gli attuali amministratori e i custodi dell’opera di Bach nel Bach Centre e nella omonima fondazione.
Edward Bach ci lascia un metodo che a distanza di quasi 70 anni continua a diffondersi ed a svilupparsi, e tre semplici libri: GUARISCI TE STESSO; I DODICI GUARITORI E ALTRI RIMEDI; LIBERA TE STESSO che sono ancora oggi in grado di illuminare la nostra vita.
Aveva scritto: “Non vi è alcuna guarigione …. Senza la pace e senza una sensazione di gioia interiore”. Nessuno sa che cosa spinse Bach a cercare nei fiori il rimedio per persone afflitte dai malanni più diversi, perché gli appunti che riguardano quel periodo andarono distrutti.
Ciò che spinse nel 1930 quest’uomo allora quarantaduenne, all’apice della propria carriera medica, ad abbandonare la sua redditizia attività professionale nella famosa Harleystreet, la strada londinese dei medici, vendendo il proprio studio, e a dedicare gli ultimi anni della sua vita alla ricerca di un metodo di guarigione “più semplice naturale”, è nuovo e va oltre e si scosta, sotto molti importanti aspetti, dall’omeopatia di Hahnemann. Le differenze sono riassumibili in quattro punti.
Approccio spirituale della sua terapia che conduce ad un nuovo metodo diagnostico, non più orientato ad una sintomatologia organica, bensì alle condizioni di spirito disarmoniche o sentimenti negativi.
Processo semplice e naturale per estrarre l’energia dai fiori dalla loro forma materiale e immetterla in un fluido veicolante che non provoca né effetti di sovradosaggio, né effetti collaterali, né incompatibilità con altre forme di terapia.
Metodo innocuo che rende accessibili i benefici del sistema, a scopo profilattico e terapeutico, ad un numero assai maggiore di persone, rispetto all’omeopatia.
Poiché negli stati decritti da Bach, sono considerate tutte le debolezze caratteriali, non già neuropatologiche, comuni a tutti gli uomini, non occorre avere una formazione medica o psicologica per accostarsi con successo al sistema. Assai più importante è una predisposizione empatica e una sana sensibilità per il prossimo.
COSA SONO E COME AGISCONO I FIORI DI BACH
I fiori di Bach sono prodotti omeopatici che contengono l'energia del fiore e sono in grado di riequilibrare turbe psichiche di diversa origine, armonizzando anche squilibri caratteriali. Vengono dati in base ai sintomi del soggetto e spesso vengono associati più fiori per coprirli tutti. Il metodo ideato tra il 1930-1936 da Edward Bach, e che da lui prende il nome, è chiamato Floriterapia, cioè “terapia con i fiori”. Si tratta di un procedimento che utilizza essenze di fiori, soprattutto selvatici, raccolti in zone incontaminate e nel momento di massima fioritura, quando il loro potenziale energetico raggiunge il culmine.
Le essenze vengono ottenute mediante due procedimenti naturali
Il metodo base consiste nel porre i fiori in una ciotola o contenitore di vetro pieno d’acqua purissima, preferibilmente di sorgente; il contenitore è poi lasciato al sole per circa tre, quattro ore, quindi si eliminano i fiori, si filtra l’acqua e si aggiunge una pari quantità di brandy come conservante.
Nel secondo procedimento la tecnica usata è quella dell’ebollizione: anche in questo caso si usa acqua purissima e brandy come conservante. Le essenze pure sono imbottigliate in flaconi da 10 ml, gli stessi che si trovano in commercio sotto il nome di “tintura madre”.
La floriterapia è una cura dolce, naturale, che mira a RESTITUIRE ARMONIA al corpo e alla psiche
Il presupposto è che all’interno di ogni essere umano, anche se malato, ci siano le energie necessarie e sufficienti per ottenere una completa guarigione: si tratta solo di sbloccarle, in modo che queste energie siano libere di agire dall’interno.
Le essenze identificate da Bach sono 38, più un rimedio di “pronto soccorso”. Il Rescue Remedy, formato dalla combinazione di cinque fiori e normalmente considerato come il trentanovesimo rimedio. Ogni essenza corrisponde ad uno stato psicologico potenzialmente in grado di alterare il nostro equilibrio e produrre quindi la “malattia”. I Fiori di Bach possono essere considerati dei biocatalizzatori, capaci di inserirsi nel sistema di flusso energetico in costante equilibrio su cui si regge la materia vivente. L’equilibrio di questo sistema garantisce la salute, lo squilibrio coincide con la malattia. I Fiori di Bach entrano in un gioco molto complesso, biochimico-molecolare e biofisico-elettromagnetico, in cui tutte le strutture dell’organismo vengono interessate.
L’uomo funziona come un’unità integrata, composta da tre livelli strutturali: quello mentale, quello emozionale e quello fisico. Ed è proprio quando il risultato positivo riguarda globalmente le tre strutture integrate, che sappiamo che il rimedio ha funzionato.
SCIENTIFICITà DELLA FLORITERAPIA
Da recenti studi di bioelettronica è risultato che il campo energetico del paziente può venire influenzato dalle vibrazioni dei Fiori di Bach. Per comprendere come questi agiscono, bisogna partire dal presupposto che l’uomo sia una frequenza che entra in rapporto con la frequenza dei fiori.
Ogni uomo ha il suo campo energetico: il nostro corpo è percorso da una rete nervosa che è, in realtà, una rete elettrochimica. Se riuscissimo ad isolare tutti i nostri neuroni e a metterli in fila uno dietro l’altro, ne risulterebbe un filo lunghissimo, che farebbe diverse volte il giro del mondo. Esiste, dunque, un fenomeno di campo del nostro sistema nervoso, che ha particolarità peculiari: il nostro corpo è immerso in un campo elettromagnetico ad altissima frequenza, ma di scarsissima intensità. L’effetto Kirlian, cioè la diagnosi energetica dei punti terminali, è un effetto “punta” che si ottiene utilizzano un campo magnetico ad altissima intensità. Se un uomo appoggia le mani su un vetro attraversato da corrente ad altissimo voltaggio (20/25 mila volts), la scossa crea la visualizzazione di questo campo, ma non è mortale perché l’amperaggio è molto basso.
I 38 rimedi possono essere combinati tra loro a seconda delle necessità
Generalmente si consiglia di non utilizzare più di cinque essenze insieme, così da poter valutare con chiarezza il loro effetto ed eventualmente operare successivi aggiustamenti. A questo proposito Bach sosteneva che l’unico modo per guarire davvero è quello di scoprire “L’Errore dentro di noi”. Per fare ciò consigliava di fermarsi in raccoglimento su se stessi per almeno qualche minuto ogni giorno, per fare chiarezza sul proprio stato emotivo, sui propri desideri e frustrazioni; per capire quello che davvero non va nella nostra vita. Il motivo dominante della terapia dei fiori ideata da Bach è che la malattia nasca da un disturbo psichico. Le cause psichiche di malattia curabili con i rimedi floreali di Bach possono essere sintetizzate in sette stati d’animo fondamentali:
la paura, che ci blocca ogni iniziativa vitale;
il soffrire di incertezza, l’essere in balia degli altri;
la mancanza di interesse per la realtà presente;
la solitudine, orgogliosa, rigida, egoistica;
l’ipersensibilità al giudizio degli altri;
lo scoraggiamento o la disperazione;
la cura eccessiva per gli altri ovvero la ossessività.
Come individuare il fiore giusto?
I rimedi floreali sono scelti con l’aiuto del medico o dello psicologo o del bioterapeuta; ma anche direttamente dall’interessato, quando avrà imparato a capire quali stati emozionali si trovino alla base dei sintomi che lo affliggono maggiormente.
TRACCIA OPERATIVA
Per curare con i Fiori di Bach bisogna capire a fondo la situazione emozionale del paziente, individuare il fulcro della disfunzione caratteriale che fa sì che i difetti interiori si evidenzino sotto forma di malattia corporale. Bisogna avere quindi una visione olistica del paziente, che prende in considerazione la mente, il fisico, le emozioni, lo spirito. Il primo approccio avverrà con l’aspetto più evidente del malessere: la patologia fisica, il disagio emotivo, il trauma. È fondamentale cercare di indurre la persona a esprimersi sui contenuti del suo malessere, di guidare la sua attenzione sugli aspetti positivi, cercando di incoraggiarla con concetti, esempi, ecc. È importante trattare sempre il potenziale positivo del paziente, per farlo recuperare a tutti i livelli, altrimenti si corre il rischio di prescrivere solo cure limitate, mentre è portando in vibrazione tutte le parti che si riesce a mandare un messaggio forte alla patologia che si è manifestata. L’azione dei Fiori di Bach sarà tanto più incisiva, quanto maggiore sarà stato l’impegno a trovare il rimedio giusto.
IL CORPO PUÒ DARE LE RISPOSTE: IL TEST KINESIOLOGICO
Vorresti riuscire a sapere se sei allergico a qualche particolare cibo o sostanza o se il medicinale, il rimedio omeopatico o l'integratore alimentare che stai per prendere sono compatibili con il tuo organismo, oppure se il telefono cellulare che porti sempre con te è nocivo alla tua salute perché sta indebolendo le tue difese? Oppure ancora se hai bisogno di qualche particolare nutriente per migliorare la tua salute o addirittura scoprire che cosa ti sta facendo ingrassare? Esiste un metodo semplice, sicuro, non invasivo per ottenere tutte queste risposte dal tuo inconscio. È un prova ideata da un medico americano negli anni '60. Il dottor George Goodheart, un medico chiropratico, è riuscito ad abbinare il concetto della chiropratica “dell'intelligenza innata” con il concetto religioso “dell'energia chi” delle culture orientali. La teoria considera l'idea che i muscoli riflettano le condizioni di ognuno degli organi del corpo attraverso i meridiani chi. “L'intelligenza innata” è descritta come un'intelligenza spirituale che percorre tutto il corpo ed è collegata con l'intelligenza universale specialmente attraverso il sistema nervoso. La sua teoria è quindi che lo stato di tutti gli organi e apparati può essere determinato dalla verifica della resistenza di uno specifico muscolo.
La kinesiologia (o chinesiologia) applicata è un ottimo metodo per individuare sostanze che ci possono danneggiare, o, al contrario, essere utili come i fiori di Bach. La kinesiologia è una tecnica diagnostica che impiega dei test muscolari per individuare alcuni squilibri psicofisici. Esistono vari test kinesiologici che impiegano la risposta muscolare di un braccio, delle gambe o di due dita. Tutti si basano sullo stesso principio: la perdita di forza di un muscolo segnala il bisogno del rimedio. Generalmente, in tale test l'operatore effettua una delicata pressione su di un arto, in una direzione tale da sollecitare principalmente un muscolo specifico, ed osserva la capacità di quel muscolo di reagire in maniera equilibrata o meno a tale sollecitazione. Potrebbe sembrare una prova di forza ma non è così, poiché non è verificata la potenza del muscolo, bensì la sua capacità di rimanere equilibrato nella risposta. Tale capacità non coinvolge tanto il muscolo sollecitato, quanto l'intero sistema corporeo della persona, ed è per tale motivo che le risposte ottenute in tali test acquistano un significato così rilevante per l'operatore.
COME ESEGUIRE IL TEST
Esistono molti sistemi per eseguire un test muscolare kinesiologico. Il metodo più comune si esegue facendo alzare il braccio (di solito il sinistro) fino all'altezza della spalla alla persona da esaminare che nella mano dell'altro braccio terrà l'oggetto o la sostanza da valutare; se non è possibile tenerla in mano, la si può tenere addosso oppure avvicinarvisi il più possibile (se si tratta di un oggetto di grandi dimensioni, esempio: il monitor di un computer). Oppure, per esaminare un luogo, semplicemente sostando nei vari punti dell'area.
Questo tipo di test esamina la resistenza del muscolo deltoide che controlla alcuni movimenti del braccio. L'esaminatore appoggia la sua mano sul polso dell'esaminato e, con forza costante ed uguale nelle due prove, tenta di abbassargli il braccio esteso mentre l'altro cerca di opporre resistenza. In pratica si esegue in due fasi: 1) una prima volta si esegue il test senza sostanze od oggetti da esaminare 2) la seconda con l'oggetto o la sostanza sospetta accanto o in mano. L'esaminatore potrà facilmente registrare la grande differenza della forza di resistenza che oppone l'esaminato quando ha accanto/addosso la sostanza/l'oggetto a lui nocivi.
Scelta dei fiori appropriati mediante Test Muscolare
In Floriterapia la kinesiologia può essere utilizzata per individuare i rimedi adatti per curare un determinato problema. Il test più facile, e anche quello che dà la risposta meno dubbia ad un operatore che non sia veramente esperto di kinesiologia, è quello delle due dita. Chiedete al paziente con quale mano scrive e questa sarà utilizzata per il test. Poi dite al paziente di congiungere il pollice e l’indice, in modo da formare un anello, e dite di fare forza mentre cercate di aprirgli le dita. L’operazione risulta difficile: la forza con la quale il paziente tiene le dita unite è molto maggiore di quella del terapeuta che cerca di aprirgliele. A questo punto procedete con il test: chiedete sempre al paziente di tenere ad anello il pollice e l’indice della mano con la quale scrive, e nell’altra mano mettetegli una delle boccette dei rimedi. Se la boccetta contenuta nell’altra mano è quella sbagliata, le due dita si apriranno: il paziente sarà incapace di fare forza e di mantenerle chiuse. In questo modo si possono selezionare tutti i rimedi floreali: quanto più difficilmente avviene il distacco delle dita chiuse ad anello, tanto più ci sarà bisogno di quel preciso fiore.
COME FUNZIONA IL TEST
I fiori di Bach (così come tutte le sostanze, inclusi cibi, medicine, bevande, piante, ecc.) proiettano un campo energetico etereo. Se il campo energetico di una sostanza è compatibile con noi, allora otterremo un effetto rafforzante sui nostri muscoli. Invece otterremo un indebolimento da quei fiori di Bach che il corpo rifiuta. Dobbiamo sapere che la sostanza che stiamo testando può avere lo stesso effetto sul nostro sistema immunitario. Se il muscolo si rafforza, lo stesso accade per il sistema immunitario.
CONCLUSIONE
Viviamo in un'epoca in cui si crede solo a ciò che si vede, si sente o si tocca piuttosto su ciò che è intangibile. La classe medica predominante non accetta queste teorie come scientificamente valide. Molte persone però, compresi medici che operano nel campo delle medicine complementari, non hanno dubbi che questa tecnica sia affidabile. Forse ci vorranno ancora 10 o 20 anni prima che finalmente la scienza medica ufficiale consideri l'opportunità di proseguire le ricerche e quindi dare o meno un avallo scientifico a questa semplice procedura. Le precedenti posizioni della scienza dominante, ad esempio sull'agopuntura oppure sull'omeopatia, ora accettate dopo essere state a lungo definite stregonerie, sembra non abbiano ancora insegnato ad avere un po' di cautela prima di qualsiasi rifiuto.
©Ignazio Li Vigni - diritti di riproduzione e/o traduzione riservati per tutti i paesi - Edizioni Accademia Siciliana per le Scienze - Palermo - Marzo 2002